venerdì 16 ottobre 2009

Costruire un pannello fotovoltaico




Per ora mi limito a segnalare la pagina di Greenpeace Italia che tratta l'argomento:

Come costruire un pannello fotovoltaico

Successivamente costruirò il mio pannello fotovoltaico e lo metterò sul tetto di casa mia.
Per prima cosa mi metto subito alla ricerca della materia prima: le celle di scarto che le aziende produttrici di pannelli fotovoltaici regalano, quelle celle che si rompono nel processo produttivo. Per quanto riguarda diodi, ribbon (conduttore elettrico utilizzato per il collegamento delle celle), pannelli di plastica e vetro c'è tempo e sono facilmente reperibili: basta acquistarli.
Successivamente inizierò i lavori e, una volta terminato il collaudo, vi farò sapere.
A presto!

domenica 6 settembre 2009

Collegare un portalampada provvisorio in un punto luce di casa

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Potrebbe capitare di dover collegare un portalampada provvisorio in un punto luce di casa. Durante un trasloco, ad esempio, quest'operazione risulta estremamente comoda perchè vi permette di avere rapidamente la luce in casa senza dover necessariamente montare i vari lampadari definitivi.

In un punto luce di casa la prima cosa da fare è quella di individuare i fili di terra, fase e neutro.
Isolate con un pezzo di nastro isolante l'estremità del filo di terra in quanto non serve, lo collegherete successivamente quando monterete il lampadario definitivo.
Fase e neutro invece vanno collegati entrambi.

Come aprire il portalampada

Potrebbe sembrare un'operazione banale ma in realtà, in alcuni modelli di portalampada, è necessario capire il meccanismo che li tiene chiusi. Guardate il video che segue.


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Capite bene che se non si apprende subito come aprirlo si rischia di forzare col giravite e romperlo (il mio primo portalampada fece questa fine!).
Una volta aperto, dentro, tra i due pezzi di plastica che avete svitato, trovate il pezzettino su cui andare a collegare i fili e su cui avete fatto leva per aprire l'involucro (vedi video del modello).
Ora analizziamo questo pezzo in dettaglio.

(Cliccate sull'immagine per ingrandirla)
La lampadina ha 2 contatti: uno è posto sulla base della lampadina stessa (definiamola brutalmente punta) e l'altro è la vite di metallo che viene utilizzata per avvitarla.
A destra, nella foto qui sopra, vedete una prima aletta di metallo (quella che serve ad aprirlo) che termina (parte centrale) con il contatto su cui poggerà la base della lampadina. A sinistra invece un'aletta più grande, quella su cui avverrà il contatto con la vite della lampadina.

Come collegare fase e neutro

Se non l'avete ancora fatto vi consiglio di leggere il post sui fili di un impianto elettrico di casa. Questo vi aiuta a distinguere il filo della fase dal neutro.
Se girate il pezzo che abbiamo descritto prima (vedi foto sopra) trovate 2 connettori con rispettive viti. A questo punto non resta che collegare i fili: fase e neutro appunto. Per una questione di sicurezza il neutro va collegato al contatto che è in corrispondenza dell'aletta su cui poggerà la vite della lampadina. La fase invece sull'altro, quello su cui poggerà il contatto alla base della lampadina (vedi sopra contatto centrale). In questo modo i collegamenti risulteranno più sicuri perchè la parte a vite della lampadina sarà collegata al neutro e questo diminuirà i rischi di prendere la scossa mentre si svita la lampadina (ovviamente sempre se l'impianto è stato realizzato a regola d'arte). Vorrei sottolineare che, nel caso invertiste i fili, la lampadina si accenderà lo stesso. Ripeto: è una questione di sicurezza.

Per collegare i fili basta semplicemente svitare le viti che trovate nella parte posteriore del pezzo dei contatti. In pratica dovreste ritrovarvi qualcosa di simile a quanto rappresentato nella foto qui sotto.
 
Ultima cosa. Prima di collegare i fili fateli passare nel buco della parte superiore del portalampada che avete precedentemente smontato. In pratica "il tappo" del portalampada. Poi collegate i fili. Se dimenticate questo passaggio vi toccherà scollegare i contatti e ripetere l'operazione perchè non potrete chiudere l'involucro del portalampada!
;-)

sabato 5 settembre 2009

Impianto elettrico di casa - Terra, Fase e Neutro




E' bene avvisare perchè "uomo avvisato mezzo salvato": prima di procedere a qualsiasi lavoro sul vostro impianto elettrico assicuratevi di aver staccato l'interruttore generale dell'energia elettrica. Una prova pratica (es: inserire una lampada e provare ad accenderla) è cosa giusta.

In qualsiasi presa o punto luce di casa vostra (utenza monofase) troverete sempre 3 fili.
Ovviamente nel momento in cui aprite una presa a muro composta, ad esempio, da più prese femmine la difficoltà nell'identificare i 3 fili aumenta ma se seguite i ragionamenti qui sotto ci salterete fuori lo stesso.
Dicevamo, 3 fili.

Il filo di messa a terra

La prima cosa da fare è identificare il filo di messa a terra. Questo è un filo particolare ed è sempre di colore giallo-verde (normativa CEI). La presenza della messa a terra mira a proteggere le persone dal rischio di folgorazione, in parole povere scarica nel terreno eventuali "perdite" dell'impianto elettrico. Un esempio terra terra (perdonatemi il gioco di parole!): immaginate un frigorifero di metallo. Considerate che gli apparati elettrici (motore, compressore, ventole, ecc.) sono solitamente imbullonati alla struttura portante del frigo. L'involucro quindi, essendo anch'esso di metallo, conduce elettricità. Ipotizziamo che il motore del frigo, usurato dal tempo, abbia qualche "perdita di corrente", questa finirebbe sull'involucro del motore tramite i bulloni che lo tengono attaccato alla struttura. Voi, toccando il frigo, prendereste la scossa. Se alla struttura di metallo invece si collega il filo di terra (la chiamiamo così per comodità) la corrente verrà assorbita dal terreno e risulterà quasi impercettibile.

Il filo di fase

Questo è il filo più pericoloso perchè è quello su cui passa l'onda sinusoidiale effettiva a 50 Hz 220V. Senza addentrarci troppo nei dettagli tecnici sappiate che questo è il filo che conduce l'elettricità anche singolarmente. Se lo toccate quando l'interruttore generale è attivato prendete la scossa!
Se l'impianto è a norma questo filo deve essere di colore nero o marrone.

Il filo neutro

Il neutro è il ritorno a potenziale 0. E' meno pericoloso della fase anche se il mio consiglio è quello di considerarlo ugualmente pericoloso. Se l'impianto è a norma e le cose sono fatte a regola d'arte potreste anche toccare il filo senza prendere la scossa. Se l'impianto è vecchio o se le cose non sono state fatte bene (non è facile capirlo e poi fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!) la scossa la prendete lo stesso!

Se l'impianto è a norma questo filo deve essere di colore blu.

Come riconoscere la fase?

Il discorso è sempre legato a come e quando è stato fatto l'impianto. Se parliamo di un impianto moderno a norma dovrebbero bastare i colori dei fili. Se ci ritroviamo invece di fronte ad un impianto vecchio, o semplicemente non vi fidate della situazione che ritrovate aprendo una presa, la soluzione è semplice: utilizzate un cercafase. E' un giravite particolare che potete comprare in un qualsiasi negozio di materiale elettrico. Per capire come utilizzarlo leggete qui.
Attenzione!
E' buona norma controllare sempre tutti i fili. Come dicevo prima alcuni impianti possono presentare problemi e anche il neutro potrebbe condurre elettricità. Non entro in dettagli tecnici ma sottolineo nuovamente che il neutro va trattato, in termini di sicurezza, allo stesso modo della fase.

E se ci sono altri colori?

Può accadere, anzi, raramente si trovano i colori evidenziati sopra. Ovviamente parliamo di fase e neutro, la messa a terra è da denuncia se non è giallo-verde!
In casa mia, ad esempio, trovo anche i colori viola, grigio, bianco e rosso. Tutti fase.
Quando aprite una scatola a muro potrebbe capitare di trovare altri colori, è una pratica utilizzata dagli elettricisti per differenziare i fili in modo da rendere facilmente distinguibile la provenienza (tipo una stanza piuttosto che un'altra). I colori diversi da quelli standard dovrebbero comunque essere sulla fase ma non fidatevi!
Controllate sempre con un cercafase!


Altre fonti sull'argomento: L'uomo di casa - Impianto elettrico

giovedì 3 settembre 2009

Piscina con fontanella (Giochi per bambini)


Viola, mia figlia, adora l'acqua. E' il suo gioco preferito, come del resto lo è per molti bambini.
Il fascino dell'acqua in alcune persone non si spegne mai, si trasforma. Io, ad esempio, amo veleggiare in mare aperto.
Un pomeriggio, in cortile, Viola si stava stancando della solita piscina (di quelle gonfiabili come vedete in foto) ma io, troppo preso dal concludere un lavoretto di casa, avevo bisogno di un'oretta di autonomia. Pensa che ti ripensa mi è venuta in mente la fontanella che poi ho allestito come vedete qui sopra.

La fontanella in piscina

Procuratevi una sedia, uno sgabello o uno scaletto, qualcosa su cui appoggiare una bacinella ad almeno mezzo metro da terra. Per completare l'opera serve un tubo di gomma di circa 1 metro, uno di quelli che si usa per innaffiare (lo trovate in ferramenta, non ho idea di quanto costi ma direi molto poco).
Dobbiamo però creare un beccuccio su una delle due estremità del tubo altrimenti l'acqua sgorgherà molto velocemente e la bacinella si svuoterà in pochi secondi. Io ho usato un tubo di dimensione inferiore (circa 2 mm. di diametro) lungo circa 10 cm in modo da ridurre la dimensione del foro del tubo grande. In alternativa potreste usare una cannuccia di plastica, magari quella di un succo di frutta che è ancora più piccola.
Inserite il tubicino piccolo dentro il grande e fissate il tutto con un pò di nastro isolante. Poco importa se "l'impianto" perderà qualche goccia, ai bambini piacerà lo stesso. ;-)
Dopo aver costruito il nuvo tubo con il suo riduttore fissatelo allo sgabello o panchetto che avete utilizzato. Immergete la parte di tubo normale (senza riduzione) nella bacinella e poi aspirate dall'altra estremità (quella con la riduzione) come se voleste bere da una cannuccia. L'acqua inizierà a passare nel tubo e la fontanella inizierà a sgorgare!
Attenzione però: nel momento in cui inzierete a risucchiare l'acqua dovrete eseguire questa operazione posizionandovi con l'estremità del tubo sotto il livello della base della bacinella. In questo modo una volta che l'acqua riempirà tutto il tubo e inizierà ad uscire non si fermerà più!

Ovviamente l'acqua nella bacinella prima o poi finisce ma vi assicuro che, se vostro figlio capisce che con un semplice secchiello o un bicchiere ogni tanto deve prenderla dalla piscina per rimetterla nella bacinella, si autogestirà per parecchio tempo. Altro che un'oretta!
Su come "schiodarla" quando sarà ora di andare, purtroppo, non ho soluzioni! ;-)

sabato 29 agosto 2009

Pulizia frigo (quando scorre acqua e si forma il ghiaccio)

Stamattina mi sono dedicato alla pulizia del frigo. Da giorni una lastra di ghiaccio copriva letteralmente la parete verticale interna in fondo (denominata schiena). Centimetro su centimetro avanzava inesorabile. Da qui un ulteriore problema: l'accumulo di acqua che, aprendo la porta, sistematicamente te la ritrovi sui piedi.
Stamattina ho deciso di affrontare il problema definitivamente.

Per prima cosa procuratevi una molla da elettricista (detta anche "sonda", serve per passare i fili nei muri). Magari fatevela prestare perchè il suo utilizzo è minimo anche se basilare.

Il mio frigo, come la maggior parte di essi, ha un buchino a 20 cm circa dalla base della schiena (vedi foto qui a fianco). Su esso converge uno scolo che recupera l'acqua (condensa) che si forma sulla parete. Questo buchino è fondamentale e deve rimanere libero. La condensa infatti deve poter scorrere sulla parete e raccogliersi nello scolo per poi finire in quel buchino.

Solitamente dentro vi è una specie di tappino che consente il passaggio di liquidi ma non di qualcosa di solido (una delle migliaia di briciole o pezzi di cibo che si disperdono nel frigo di chiunque). In pratica si tratta di un tappino di plastica tipo questo riportato in foto.
Questo tappo, vuoi perchè logorato, vuoi perchè non presente (magari si è rotto e l'avete buttato), vuoi perchè le cose devono andare così, ad un certo punto lascia passare anche piccoli residui solidi.
Pezzetto su pezzetto quel buco si tappa e l'acqua finisce sulla base del frigo e, come dicevamo prima, ve la ritrovate sui piedi (in questo periodo così caldo, a dire il vero, a volte era un leggero sollievo!).

Dove va a finire l'acqua?

Nella parte posteriore del frigo dovreste trovare un tubicino come quella nella foto qui a fianco. Solitamente il tubicino, e di conseguenza l'acqua, finisce in una vaschetta posta sopra al motore (compressore) del frigo. Credo venga posizionata lì (vado per supposizione) perchè funge anche da "radiatore" del motore (in pratica l'acqua fredda che arriva raffredda il motore quando questo si scalda).

Iniziamo le pulizie

Per prima cosa dobbiamo fare una pulizia accurata del buchino e di tutto il tubicino fino alla vaschetta. Per fare questo serve la molla da elettricista.
Infilate la parte iniziale che presenta la parte flessibile in metallo (vedi foto) e fatela scorrere fino a quando non fuoriesce alla fine del tubicino. Eseguite questa operazione più volte.
La prova del nove è quella di prendere un bicchiere d'acqua e versarne un pò nel buchino. Dovrebbe scorrere senza problemi e fuoriuscire dalla parte finale del tubicino posta dietro al frigo.
Fatta questa operazione siete pronti per iniziare a "rimonatare" il frigo con tutti i pezzi che avrete accuratamente lavato (il lavaggio del frigo va fatto con bicarbonato perchè elimina gli odori). :-)

Il tappino

Se non c'è più (perso o buttato via) vi consiglio di mettere qualcosa di simile. Aumenta notevolmente la durata della pulizia dell'intero condotto (buchino e tubicino) perchè ferma eventuali pezzi solidi. Come sostituto potreste fare un piccolo cuneo di carta stagnola o di legno. Attenzione però a non tappare del tutto il buco, altrimenti siete punto e a capo! L'acqua deve poter defluire mentre i residui solidi no.
Inoltre sarebbe buona prassi pulire ogni tanto i residui solidi che si posizionano intorno al tappino. Anche questo vi aiuterà a svolgere l'intera operazione sempre più raramente.

Buon lavoro :-)